201811.08
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CESSIONE DI CREDITO RISARCITORIO E DA INDENNIZZO ASSICURATIVO – FORO TERRITORIALE COMPETENTE

Nel settore del risarcimento danni da circolazione stradale ed in campo assicurativo, si verifica spesso la circostanza che il riparatore di un veicolo danneggiato a causa di sinistro stradale o danno accidentale, diventi  cessionario, ex art. 1260 e segg. c.c.[1], del credito vantato dal danneggiato nei confronti del responsabile civile o della proprio assicuratore.

Si può trattare di cessione di  credito da fatto illecito (in caso di responsabilità da circolazione), o di credito di natura contrattuale in caso di danni accidentali (da furto, incendio, atti vandalici, meteorologici, ecc.).

Nel primo caso il danneggiato cederà al riparatore il credito vantato nei confronti della  propria controparte e dell’assicuratore di quest’ultima, nel secondo, quello vantato a titolo di indennizzo nei confronti del proprio assicuratore.

Il riparatore, ovvero il carrozziere, acquisirà il credito ceduto in luogo del pagamento della riparazione effettuata, ex art. 1198 c.c. [2]

Sulla legittimità della cessione di credito da sinistro stradale si è espressa da tempo in modo positivo la giurisprudenza di legittimità: Cass. Civile, sez. III, 10.01.2012, n. 52 [3]e Cass. civ., sez. III, 10.01.2012, n. 51.

Piuttosto articolata è l’individuazione del foro territorialmente competente nel caso in cui il cessionario del credito, il riparatore appunto,  debba agire in giudizio nei confronti dei debitori ceduti .

Il principio generale è quello secondi cui il cessionario si trova nella stessa posizione giuridica del cedente,  quindi potrà esercitare l’azione giudiziale secondo le regole che avrebbero consentito al cedente stesso di scegliere presso quale foro agire. Nel caso di azione risarcitoria, il riparatore potrà dunque adire  il giudice del luogo ove  è avvenuto il fatto illecito (incidente stradale) o del luogo ove ha residenza il responsabile civile, o ancora del luogo ove ha sede legale della compagnia di assicurazioni convenuta.

In caso di azione contrattuale per i danni accidentali diretti, il riparatore potrà scegliere il foro del luogo ove deve essere adempiuta l’obbligazione indennitaria, cioè la residenza stessa  dell’assicurato, oppure del luogo ove è sorto il contratto di assicurazione o  ha sede legale l’assicuratore.

Ancora  il riparatore, che con la cessione è diventato titolare di un proprio diritto di credito, ha la possibilità di agire in giudizio  presso il giudice del luogo ove svolge la propria attività. Ciò in base al principio stabilito dall’art. 1182  terzo comma c.c.[4], secondo il quale il debitore, al tempo della scadenza dell’obbligazione,  deve pagare il debito al nuovo domicilio del creditore, salvo che la variazione di domicilio non renda il pagamento  più gravoso.

Occorre fare però attenzione al principio individuato dalla Cassazione civile [5], in riferimento al citato art. 1182 c.c., secondo il quale, nel caso in cui il creditore ceda il proprio credito pecuniario, la cessione è idonea a produrre uno spostamento del luogo ove deve essere adempiuta l’obbligazione e, cioè, in favore del domicilio o della sede del cessionario, solo se, oltre ad essere comunicata al debitore, avvenga prima che il credito sia venuto a scadenza. In caso contrario la cessione non opera alcuno spostamento del luogo di adempimento.

A rendere agevole la posizione del riparatore che abbia sede in un luogo diverso da quello di residenza del danneggiato, al quale ha riparato l’auto,  subentra la seguente considerazione.

Il credito ceduto al riparatore, al momento della cessione, non è mai  certo, liquido ed esigibile, e quindi non è scaduto.  Esso è quasi sempre “futuro” ed  indeterminato, ma determinabile attraverso un accordo con il debitore ceduto o per mezzo di un giudicato. Pertanto ben potrà il riparatore avvalersi del foro giudiziario del luogo in cui svolge la propria attività.

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[1] “Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge”.

[2] “Quando in luogo dell’adempimento è ceduto un credito, l’obbligazione si estingue con la riscossione del credito, se non risulta una diversa volontà delle parti”

[3] “Orbene, come questa Corte ha già avuto modo di affermare, anche il credito al risarcimento di danni patrimoniali da sinistro stradale può costituire oggetto di cessione, non essendo esso di natura strettamente personale nè sussistendo specifico divieto normativo al riguardo (v. Cass., 13/5/2009, n. 11095; Cass., 5/11/2004, n. 21192.  E già Cass., 21/4/1986, n. 2812), nè d’altro canto ricorrendo nel caso un’ipotesi di cessione di crediti litigiosi (art. 1261 c.c.).    Ove come nella vicenda in esame ricorra ipotesi di cessione onerosa, il cedente è al riguardo tenuto a garantire (solamente) il nomen verum, e cioè l’esistenza del credito al tempo della cessione (art. 1266 c.c.), e questa Corte ha già avuto modo di affermare che il credito derivante da fatto illecito ha i caratteri del credito attuale (v. Cass., 5/11/2004, n. 21192, ove se ne trae conferma dalla decorrenza degli interessi dal momento del fatto e non già del relativo accertamento giudiziale)”.

[4] “L’obbligazione avente per oggetto una somma di danaro deve essere adempiuta al domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza. Se tale domicilio è diverso da quello che il creditore aveva quando è sorta l’obbligazione e ciò rende più gravoso l’adempimento, il debitore, previa dichiarazione al creditore, ha diritto di eseguire il pagamento al proprio domicilio”.

[5] “Appare tuttavia necessario svolgere qualche ulteriore osservazione sulla questione.     Questa Corte ha infatti precisato che per il combinato disposto degliart. 20 c.p.c.eart. 1182 c.c., ai fini della determinazione della competenza per territorio, assume rilievo solo il luogo in cui avrebbe dovuto essere adempiuta l’obbligazione dedotta in giudizio al momento della scadenza. Il successivo mutamento di tale luogo per ragioni unilaterali del creditore non incide sul criterio di collegamento di cui all’art. 20 c.p.c.consentendo soltanto al debitore di pagare efficacemente nel nuovo luogo qualora questo gli sia stato indicato dalla parte. (Cass. 2891/05).   Da tale principio discende che nel caso in cui il creditore ceda il proprio credito pecuniario, tale cessione è idonea a produrre uno spostamento del luogo ove deve essere adempiuta l’obbligazione e, cioè, in favore del domicilio o della sede del cessionario, solo se la cessione, oltre ad essere comunicata al debitore, avvenga prima che il credito sia venuto a scadenza. In caso contrario la cessione non opera alcuno spostamento del luogo di adempimento, salvo il possibile effetto, dianzi evidenziatoci un pagamento liberatorio presso il nuovo domicilio” . Cassazione civile sez. I, 07/02/2006 n. 2591.

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