RESPONSABILITA’ CIVIVE E INFORTUNISTICA STRADALE

imagesAW3D2RFWLo STUDIO LEGALE RICCIO  si occupa da oltre vent’anni di responsabilità civile contrattuale ed extracontrattuale.

Trattiamo i più svariati casi spaziando, in modo esemplificativo,  dalla malasanità al risarcimento danni da circolazione stradale, dalla infortunistica sul lavoro al risarcimento danni da diffamazione.

Abbiamo acquisito esperienza attraverso la trattazione stragiudiziale e giudiziale di danni mortali, catastrofici e di grave entità.

La nostra attività è mirata all’ottenimento, da parte dei danneggiati di giusti e proporzionati risarcimenti, in linea con i dettati normativi e l’evoluzione della giurisprudenza. I nostre abituali e fisiologiche avversarie sono le compagnie di assicurazioni con le quali ci confrontiamo continuamente in modo corretto ma bellicoso.

 La casistica affrontata dallo studio è la seguente .

–   Risarcimento danni da circolazione stradale

–   Risarcimento danni da responsabilità medica

–   Risarcimento danni infortuni sul lavoro

–   Risarcimento danni da custodia  e da custodia di animali

–   Risarcimento danni conseguenti a incuria nella manutenzione delle strade (buche)

–   Risarcimento danni da diffamazione

–   Risarcimento danni da violazione di obblighi contrattuali

Lo studio si avvale della collaborazione di medici legali e periti qualificati; professionisti questi il cui ausilio è di estremo rilievo per la corretta conduzione dei casi trattati.

Lo Studio Legale Riccio  è anche convenzionato con un centro fisioterapico di eccellenza il quale attende il pagamento delle prestazioni erogate sino a conclusione della pratica risarcitoria; ciò consente al cliente, che non possa attendere i tempi del servizio sanitario nazionale o delle strutture convenzionate, di accedere immediatamente alle cure senza costose anticipazioni.

Il nostro modo di operare è il seguente.

Durante un primo colloquio con il cliente viene analizzata la documentazione dallo stesso esibita, al fine di verificare la responsabilità di controparte alla luce della sua condotta. Qualora, da una prima descrizione dei fatti e dalla documentazione esibita appaia impossibile o improbabile ottenere il risarcimento, nessun compenso professionale sarà richiesto dall’avvocato per il consulto informativo.

Viceversa, qualora ve ne siano i presupposti ed il cliente intenda conferire all’avvocato l’incarico professionale, verranno pattuiti i compensi  e verrà fornito al cliente, qualora lo richieda, preventivo scritto. I compensi per l’opera prestata dall’avvocato saranno legati al risultato ottenuto e  proporzionati all’entità del risarcimento,

Sia nel caso di incedente o infortunio, che nel caso di  episodio di malasanità, il cliente, nelle more della formalizzazione della richiesta danni a controparte,  sarà indirizzato presso uno dei medici legali di riferimento al fine della quantificazione dei postumi invalidanti. Successivamente, quantificata l’entità dei danni patrimoniali e non patrimoniali, secondo i parametri giurisprudenziali e di legge, lo studio avvierà la procedura di media conciliazione  o di negoziazione assistita (prevista come obbligatoria dal nostro legislatore in materia di risarcimento) e, nel caso di mancato accordo con la controparte inizierà il contenzioso giudiziario.

                                                                                                 §§§

OSSERVAZIONI SUL SISTEMA DEL RISARCIMENTO DELLE MICROPERMANENTI (COLPO DI FRUSTA)

Un certo numero di  norme, contenuto nel CODICE DELLE ASSICURAZIONI (C.d.A.) regola le modalità di richiesta dei danni  da parte del danneggiato e di liquidazione da parte dell’assicuratore.

Il legislatore, particolarmente sensibile alle istanze delle compagnie, che rappresentano notoriamente un potere forte capace di indirizzare le decisioni politiche, ha, in questi ultimi anni, reso più complesso e difficoltoso l’esercizio del diritto al risarcimento da parte dei cittadini, sia in termini di tempistica che di entità dei risarcimenti.

Un complesso di articoli del C.d.A. (norme  peraltro recentemente dichiarate legittime dalla Corte Costituzionale)  ha stabilito formalismi particolarmente rigidi nella predisposizione della richiesta danni da indirizzarsi all’assicuratore.   inoltre il tempo occorrente per ottenere il ristoro dei danni si è  dilatato oltremisura a causa del sovrapporsi di norme non coordinate tra loro.

Sia per i danni a cose che per i danni fisici la compagnia ha tempo 60 / 90 giorni per effettuare il risarcimento, ma il termine non decorre dalla denuncia del sinistro ma dalla raccomandata di messa in mora (quindi se il danneggiato si rivolge ad un avvocato dopo mesi il tempo trascorso è inutilmente perso). Inoltre  per poter convenire in giudizio l’assicuratore, dopo i mesi trascorsi si deve ancora espletare l’intera procedura di media conciliazione o di negoziazione assistita .

Ma non è solo la sovrabbondanza i norme ad avvilire il diritto al risarcimento, negli ultimi dieci anni, anche gli importi dei risarcimenti sono andati decrescendo progressivamente, con il conseguente maggior ricavo da parte delle  compagnie di assicurazioni.   I fatti sono noti;  le compagnie alzano i premi di assicurazione affermando di essere in perdita, i governi (di tutti i colori), che in un sistema liberista non possono calmierare il costo delle polizze, operano legislativamente sui tetti massimi di risarcimento, per favorire i bilanci degli assicuratori.

Così è avvenuta la “tabellazione”,  degli importi risarcibili ai danneggiati per le invalidità in al  9% ; ed è in progetto estendere la misura legislativa sino al 100% di invalidità; in questo senso, nel settore della malasanità ha operato la Legge Balduzzi.  In quest’ottica si pone anche una delle ultime normative in materia di risarcimento danni, ovvero la Legge di conversione n.27/2012 del D.L. n.1 del 24 Gennaio 2012.

Con detto provvedimento il nostro legislatore, modificando l’art. 139 del Codice delle Assicurazioni, ha stabilito che:
in ogni caso le lesioni di lieve entità che non siano suscettibili di  accertamento clinico strumentale obbiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente”  e ancora “ Il danno alla persona per lesioni di lieve entità di cui all’art.139 del  decreto legislativo  7 settembre 2005, n.209, è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione” .

La norma in questione ha diviso i medici legali prima ancora degli avvocati e, come al solito, si sono formati due schieramenti. Da una parte chi intende minimizzare la lesione da distrazione del rachide cervicale ed il conseguente risarcimento, dall’altra chi, come lo scrivente, ritiene che il danno da lesione minore del colle abbia e debba avere la sua dignità risarcitoria  .

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