{"id":683,"date":"2014-06-02T12:11:40","date_gmt":"2014-06-02T10:11:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiolegalericcio.it\/studio-legale-torino\/?p=683"},"modified":"2014-09-02T18:39:45","modified_gmt":"2014-09-02T16:39:45","slug":"mutui-usurari-dilemma-non-risolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiolegalericcio.it\/studio-legale-torino\/mutui-usurari-dilemma-non-risolto\/","title":{"rendered":"MUTUI USURARI  &#8211; Un dilemma non ancora risolto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.studiolegalericcio.it\/studio-legale-torino\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/images9R4SNSC8.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-713\" src=\"http:\/\/www.studiolegalericcio.it\/studio-legale-torino\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/images9R4SNSC8-150x113.jpg\" alt=\"images9R4SNSC8\" width=\"150\" height=\"113\" \/><\/a>\u00a0 La sentenza della Cassazione n.350\/2013, che si \u00e8 pronunciata in materia di <strong>usura bancaria<\/strong>, con riferimenti ai contratti di mutuo, sin dalla sua pronuncia ha ingenerato un vero e proprio dissidio giurisprudenziale sulla interpretazione della Legge 108\/1996, la quale si era\u00a0 prefissata lo scopo di delineare la disciplina dell\u2019usura in chiave oggettiva secondo parametri predefiniti, ovvero attraverso la creazione, da parte del Ministero del Tesoro, di tassi soglia insuperabili dalle pattuizioni contrattuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dibattito verte essenzialmente sulla metodologia di verifica del superamento della soglia d\u2019<strong>usura<\/strong>, ovvero, pi\u00f9 precisamente, su quale ruolo rivestano gli interessi di mora previsti in ogni contratto di finanziamento al fine del rispetto della legge anti usura.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MUTUI USURARI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto centrale della questione consiste nello stabilire se gli interessi di mora devono essere presi in considerazione per la valutazione della usurariet\u00e0 del contratto e, in caso di risposta positiva, se devono essere confrontati al tasso soglia separatamente dagli interessi corrispettivi o sommati a questi ultimi\u00a0 al fine di detta verifica .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione, come \u00e8 intuibile,\u00a0 \u00e8 di estrema importanza dal punto di vista pratico.<\/p>\n<p>In ordine all\u2019imputazione degli interessi di mora al fine della determinazione del tasso di interesse usurario, occorre richiamare i dati normativi, ovvero :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Legge 108\/96<\/b><i> \u201cper\u00a0 la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle\u00a0 commissioni,\u00a0 remunerazioni \u00a0a qualsiasi titolo e delle spese, escluse\u00a0 quelle\u00a0 per\u00a0 imposte\u00a0 e tasse, collegate alla erogazione del credito<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Legge 28\/02\/201 n.24 di interpretazione autentica della Legge 108\/1996<\/b><i> \u201cAi fini dell\u2019applicazione dell\u2019art.644 del codice penale\u00a0 e dell\u2019art. 1815 del codice civile, si intendono usurari\u00a0 gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, <b>a qualunque titolo<\/b>, indipendentemente dal momento del loro pagamento\u201d<\/i> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citata sentenza della Corte di Cassazione 350\/13, richiamando la legge di interpretazione autentica del 2001, nonch\u00e9 propria precedente pronuncia, ha affermato che anche gli interessi di mora devono essere considerati ai fini della verifica del superamento del tasso soglia. \u00a0Rilevava la Corte nel caso esaminato che i giudici dell\u2019appello, in relazione al tasso contrattuale pattuito, non avevano tenuto conto, al fine della verifica dell\u2019usurariet\u00e0, della maggiorazione di tre punti a titolo di mora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019indomani della sentenza, sono piovuti enfatici commenti da parte delle associazioni dei consumatori e critiche alla sentenza da parte delle alte sfere della Banca d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fautori della non cumulabilit\u00e0, criticando la posizione assunta dalla Cassazione, fatta propria in passato anche dalla Corte Costituzionale, e trascurando inspiegabilmente il dato normativo della Legge\u00a0 28 febbraio 2001 n. 24, abbracciano concettualmente l\u2019impostazione assunta da\u00a0 Banca d\u2019Italia nella \u201ccircolare\u201d del 3 luglio 2013, pubblicata in aperto contrasto con la sentenza\u00a0 350\/2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invero, occorre osservare che non \u00e8 la\u00a0 prima volta che Banca d\u2019Italia assume una posizione discordante, se non decisamente contraria, alle indicazioni della giurisprudenza, financo di legittimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In punto \u00e8 appena il caso di accennare che il parere, sia pure autorevole, della Banca d\u2019Italia non costituisce, come noto, fonte normativa;\u00a0 la Cassazione stessa ha avuto modo di precisarlo in pi\u00f9 di un\u2019occasione, cos\u00ec come recentemente anche il Tribunale di Milano (sentenza del 22 agosto 2013) e la Corte di Appello di Torino (sentenza del 20 dicembre 2013 &#8211; Pres. Grimaldi &#8211; Est. Federica La Marca).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrettanto palese \u00e8 la circostanza che, bench\u00e9 Banca d\u2019Italia sia un ente pubblico cui \u00e8 demandato il potere di controllo dell\u2019operato delle banche private italiane, essa stessa \u00e8 societ\u00e0 posseduta quasi interamente dalle banche (e dalle assicurazioni) su cui esercita detto controllo; ci\u00f2 ha sempre\u00a0 ingenerato, tra gli operatori del diritto,\u00a0 forti dubbi di conflitto di interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Banca d\u2019Italia con il proprio intervento ha evidenziato come gli interessi contrattuali e quelli moratori non siano omogenei in quanto si fondono su presupposti diversi, tanto che le stesse circolari del Ministero dell\u2019Economia e del Tesoro precisano che\u00a0 <i>\u201ci tassi effettivi globali medi (&#8230;) non sono comprensivi degli interessi di mora contrattualmente previsti per i casi di ritardato pagamento\u201d <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, l\u2019ente puntualizza\u00a0 che gli interessi di mora sono esclusi dal calcolo del TEG, perch\u00e9 non sono dovuti dal momento dell\u2019erogazione del credito, ma solo in caso di un inadempimento da parte del cliente e se inclusi nel TEG potrebbero determinare un innalzamento delle soglie a danno dei clienti stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella circolare si legge <i>che \u201cin ogni caso anche gli interessi di mora sono soggetti alla normativa anti-usura\u201d. \u2026\u2026in assenza di una previsione normativa che determini una specifica soglia in presenza degli interessi di mora, la Banca d\u2019Italia adotta nei controlli sulle procedure degli intermediari, il criterio in base al quale i TEG medi pubblicati sono aumentati di 2,1 punti per poi determinare la soglia su tale importo\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parrebbe allora che Banca d\u2019Italia faccia riferimento al comma 3 dell\u2019art. 644 CP (usura residuale) che prevede la commissione del reato d\u2019usura anche quando\u00a0 gli interessi richiesti pur al di sotto del tasso soglia, avuto riguardo alle concrete modalit\u00e0 del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia l\u2019assunto pare illogico e contraddittorio, infatti la citata norma penale fa espresso richiamo al tasso soglia prevedendo residuali fattispecie di reato, mentre, per Banca d\u2019Italia, non esiste alcuna soglia legislativa per i tassi di mora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La discrasia insita nel parere espresso in forma di circolare dalla Banca\u00a0 d\u2019Italia\u00a0 non\u00a0 \u00e8 sfuggita, del resto,\u00a0 alla\u00a0 pi\u00f9 autorevole\u00a0 dottrina\u00a0 (A commento della comunicazione Banca d\u2019Italia 3\/07\/13: Usura ed interessi moratori \u2013 Angelo Dolmetta)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto attiene alla giurisprudenza di merito, chiamata subito a pronunciarsi a seguito\u00a0 dalle numerose cause promosse dai consumatori, le decisioni ad oggi sono piuttosto limitate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo le prime sentenze della Corte di Appello di Venezia e del Tribunale di Rovereto espressesi conformemente al pricipio enunciato dalla Casazione, ovvero favorevolmente rispetto al metodo del cumulo degli interessi moratori con quelli contrattuali, al fine del raffronto con il tasso soglia, le pi\u00f9 recenti pronunce, dei Tribunali di\u00a0 Napoli, Brescia, Milano, Verona, si sono discostate dalla impostazione dei giudici di legittimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare il giudice monocratico del Tribunale di Milano, \u00a0dottoressa Laura Cosentini, ha rigettato la tesi del cumulo degli interessi corrispettivi e di mora ai fini della verifica dell\u2019usura, sottolineando la non omogeneit\u00e0 dei due tipi di tassi, anche e soprattutto in relazione alle loro rispettive applicazioni. I tassi non sarebbero cumulabili perch\u00e9 l\u2019uno (il corrispettivo) si applica all\u2019intero capitale mutuato, l\u2019altro (quello moratorio) si calcola sulle sole somme impagate.\u00a0\u00a0 Nonostante l\u2019apprezzabile sforzo ermeneutico del magistrato in questione, la motivazione \u00e8 stata molto criticata\u00a0 dal punto di vista della scienza della finanza matematica. Infatti sia gli interessi corrispettivi che quelli di mora sono percentualizzati su base annua e detto criterio li rende sicuramente omogenei dal punto di vista matematico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, anche dal punto di vista applicativo,\u00a0 ben pu\u00f2 la mora essere applicata sull\u2019intero capitale; ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire nel caso in cui il mutuatario sia inadempiente dalla prima rata ed il mutuante, non avvalendosi della clausola risolutiva, attenda il decorso di tutte le rate e oltre, continuando ad applicare il tasso di mora, o ancora in caso di immediata risoluzione del contratto per inadempimento, nel qual caso gli interessi di mora si applicherebbero su tutto il capitale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il giudice monocratico di Milano, in ogni caso, i giudici di legittimit\u00e0 non si sarebbero affatto pronunciati nel senso della sommatoria degli interessi moratori con quelle corrispettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, qualora la banca si facesse promettere interessi di mora usurari, la conseguenza, per il giudice ambrosiano, non sarebbe la nullit\u00e0 delle clausole afferenti gli interessi in generale (ovvero corrispettivi e moratori), ma gli effetti dell\u2019art.1815 C.C. ricadrebbero soltanto sugli interessi moratori, che non sarebbero pi\u00f9 dovuti alla banca in caso di ritardato pagamento delle rate di mutuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, si legge in motivazione: <i>\u201cnel condividersi il principio affermato dalla Corte secondo cui la verifica del rispetto soglia d&#8217;usura va estesa alla pattuizione del tasso di mora, ne consegue che, ove detto tasso risultasse pattuito in termini da superare il tasso soglia rilevato all&#8217;epoca della stipulazione del contratto, la pattuizione del tasso di mora sarebbe nulla, ex art. 1815 comma 2 c.c. (e quindi non applicabile), con l&#8217;effetto che, in caso di ritardo o inadempimento, non potrebbero essere applicati interessi di mora, ma sarebbero unicamente dovuti i soli interessi corrispettivi (ove pattuiti nel rispetto del tasso soglia).<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il Tribunale di Verona, sentenza del 27 aprile 2014, dott. Andrea Mirenda, la conclusione cui perviene il Supremo Collegio non sarebbe conciliabile \u00a0con il dato normativo degli articoli 644 C.P. e 1815 C.C.; ritiene infatti il giudice della citta di Romeo e Giulietta,\u00a0 che dette norme facciano chiaro riferimento alle prestazioni di natura \u201ccorrispettiva\u201d gravanti sul mutuatario, ben lungi dal prendere in considerazione gli interessi di mora. Pertanto la tesi della\u00a0 Cassazione (cumulo di tutti gli interessi ed oneri) presterebbe il fianco alla censura di irrazionalit\u00e0: <i>\u201cNon pare invero corretto sindacare il rispetto del tasso-soglia \u201clegale\u201d mediante la comparazione del \u201ctasso creativo\u201d derivante dall\u2019aggregazione giurisprudenziale criticata con un T.E.G.M. che, a torto o a ragione, \u201cprogrammaticamente\u201d non contempla gli interessi moratori se non nella cennata forma disaggregata\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, per il Tribunale di Verona, in diritto sarebbe assorbente la circiostanza che, ai sensi dell\u2019art. 2 Legge 108\/96, le rilevazioni del Ministero del Tesoro, ai fini dell\u2019 indicazione trimestrale\u00a0 della sogia di usura, non tengano conto degli interessi di mora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Tribunale di Padova, con sentenza collegiale 8 maggio 2014, pur non argomentando sulla spinosa questione del cumulo degli interessi corrispettivi e di mora, si discosta dall\u2019impostazione di totale \u201cchiusura\u201d del giudice milanese;\u00a0 per il collegio gli interessi moratori, pur tenuti separati rispetto agli altri oneri contrattuali,\u00a0 non devono comunque superare il tasso soglia, a pena di nullit\u00e0 di tutte le clausole afferenti gli interessi, con\u00a0 conseguente diritto del mutuatario a vedersi restituire, ex art. 1815 C.C., anche le somme versate alla banca a titolo di interessi corrispettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Differentemente da quano asserito dal Tribunale di Milano, ed a parere dello scrivente in modo pi\u00f9 coerente alla norma civilistica, il Tribunale di Padova rileva che \u201c<i>il dettato normativo se sono convenuti interessi usurari la clausola \u00e8 nulla e non sono dovuti interessi, non consente di effettuare alcuna distinzione tra interessi corrispettivi e interessi moratori, n\u00e8 tra le corrispondenti pattuizioni, e dall\u2019altro che il tasso moratorio in quanto composto dagli stessi interessi corrispettivi al quale va aggiunta una determinata maggiorazione, ove usurario non pu\u00f2 che travolgere necessariamente nella sanzione di nullit\u00e0 tutti i suoi componenti e quindi anche il tasso corrispettivo\u201d.<\/i><\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sommesso parere dello scrivente, le decisioni di merito sopra richiamate non tengono in dovuto conto quanto prescritto dal legislatore con la Legge 28\/02\/2001 n.24, testo di interpretazione autentica della Legge 108\/1996.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato normativo \u00e8 imprescindibile ai fini della risoluzione della fattispecie in commento, tuttavia esso non \u00e8 mai richiamato e dovutamente commentato nelle motivazioni dei tribunali e delle corti di merito che si sono pronunciate in senso contrario a quello della Cass.350\/2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo normativo invero \u00e8 chiaro <i>:\u201cAi fini dell\u2019applicazione dell\u2019art.644 del codice penale\u00a0 e dell\u2019art. 1815 del codice civile, si intendono usurari\u00a0 gli interessi che superano i limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, <span style=\"text-decoration: underline;\">a qualunque titolo<\/span>, indipendentemente dal momento del loro pagamento<\/i>\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La specificazione che si tratta proprio di interessi promessi \u201ca qualunque titolo\u201d, esclude la possibilit\u00e0 di una differenziazione tra interessi corrispettivi (o compensativi della prestazione) e interessi moratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 quindi la Legge stessa a conferire omogeneit\u00e0, ai fini dell\u2019usura, ai due diversi tipi di interesse, con buona pace di tutti coloro che hanno elucubrato, sia pure sagacemente, sulla diversa natura delle due fattispecie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se infatti geneticamente e funzionalmente gli interessi corrispettivi e di mora sono tra loro diversi, \u00e8 il legislatore che li ha resi omogenei al fine di evitare il grave fenomeno dell\u2019usura bancaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto\u00a0 la diversa natura dei differenti costi del mutuo non impedisce certo, secondo il dettato e lo spirito della legge, la loro aggregazione, altrimenti si dovrebbe discutere anche sulla cumulabilit\u00e0 degli interessi con le commissioni e con le diverse spese previste dal contratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora va detto che la giurisprudenza citata non ha sufficientemente rilevato come proprio il testo normativo della 108\/1996, nella parte in cui delega\u00a0 il Ministero del Tesoro a compiere le rilevazioni necessarie per la creazione del tasso soglia, disponga che il TEG debba essere comprensivo delle commissioni, remunerazioni e spese a qualunque titolo e degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, l\u00e0 dove, dunque, il termine \u00a0\u201cinteressi\u201d \u00e8 formulato genericamente, senza espressa eslusione di quelli moratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se poi si considera, che la norma di interpretazione autentica della legge 108, pi\u00f9 volte qui richiamata, recita che <i>\u201csi intendono usurari\u00a0 gli interessi che superano i limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a <span style=\"text-decoration: underline;\">qualunque titolo\u201d<\/span> <\/i>, allora appare chiaro che la volont\u00e0 \u00a0del legislatore sia stata proprio quella di inserire gli interessi di mora tra gli oneri da considerarsi al fine della verifica di usurariet\u00e0 del mutuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolare attenzione, sempre a parere di chi scrive, va prestata, infatti, alla volont\u00e0 del legislatore, cos\u00ec come emerge dalla legge e dai lavori preparatori, e ci\u00f2 in ossequio all\u2019art. 12 delle preleggi: \u201c<i>Nell\u2019applicare la legge non si pu\u00f2 ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dall\u2019intenzione del legislatore. Se una controversia non pu\u00f2 essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell\u2019ordinamento giuridico dello Stato<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In punto interpretazione della legge, \u00e8 noto come, bench\u00e9 la norma dell\u2019art. 12 delle Preleggi anteponga l\u2019interpretazione \u201cletterale\u201d a\u00a0 quella \u201csecondo lo spirito della legge\u201d, la dottrina abbia via via dato maggior risalto all\u2019interpretazione allineata alla volont\u00e0 del legislatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo; le decisioni\u00a0 della magistratura vanno oggi\u00a0 sempre pi\u00f9 nella direzione di un\u2019interpretazione costituzionalmente orientata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In argomento, allora, lo scrivente ritiene che, da un lato l\u2019art.1 del D.L. 29 dicembre 2000 n. 394 &#8211; Legge 28 febbraio 2001 n. 24 interpretato in senso letterale, fughi ogni dubbio sulla cumulabilit\u00e0 degli interessi corrispettivi e di mora ai fini della verifica dell\u2019usura,\u00a0 dall\u2019altro che l\u2019interpretazione secondo la volont\u00e0 del legislatore confermi ulteriormente la tesi fatta propria dalla Cassazione; ci\u00f2 tenuto conto che \u00e8 stata da sempre espressa volont\u00e0 dell\u2019autore della legge di impedire che il cumulo di spese, balzelli ed interessi di diversa natura richiesti dal mutuante, venissero a gravare sproporzionatamente sul cittadino che accede al credito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la volont\u00e0 del legislatore sia stata proprio quella di cumulare ogni sorta di spesa e di interesse pattuito lo attesta in modo incontrovertibile il testo della relazione governativa di presentazione al Parlamento del Decreto Legge 394\/2000, convertito poi in Legge \u00a028 febbraio 2001 n. 24, \u00a0nel quale si legge <i>\u201cL\u2019articolato fornisce al comma 1 l\u2019interpretazione autentica dell\u2019art. 644 C.P.\u00a0 e dell\u2019art. 1815 comma secondo C.C.,. Viene chiarito che quando in un contratto di prestito sia convenuto il tasso di interesse (sia esso corrispettivo, compensativo o moratorio) il momento al quale riferirsi per verificare l\u2019eventuale usurariet\u00e0 sotto il profilo sia penale che civile \u00e8 quello della conclusione del contratto a nulla rilevando il pagamento degli interessi\u201d .<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro la tutela della legge, espressa in questi termini di salvaguardia del cittadino e del consumatore nei confronti anche dei poteri forti, si armonizza perfettamente con l\u2019art. 47 della Costituzione \u00a0<i>\u201cLa Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l&#8217;esercizio del credito. Favorisce l&#8217;accesso del risparmio popolare alla propriet\u00e0 dell&#8217;abitazione ..\u201d<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, ed a conclusione di quanto sin qui affermato, va osservato, che la discrasia tra le rilevazioni del TEG attuate dal Ministero del Tesoro su parere della Banca di Italia ed il dettato normativo della Legge 108\/96 e 24\/01, non deve\u00a0 e non pu\u00f2 comportare la disapplicazione della legge stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi, le modalit\u00e0 di rilevazione devono allinearsi al dettato normativo, cos\u00ec come interpretato dalla Corte di Cassazione nella propria funzione nomofilattica; infatti,\u00a0 come \u00e8 stato affermato da altri commentatori, sicuramente pi\u00f9 autorevoli di chi scrive, sono i criteri di verifica che devono uniformarsi alla 108\/96 e non viceversa .<\/p>\n<p>Luigi Riccio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 La sentenza della Cassazione n.350\/2013, che si \u00e8 pronunciata in materia di usura bancaria, con riferimenti ai contratti di mutuo, sin dalla sua pronuncia ha ingenerato un vero e proprio dissidio giurisprudenziale sulla interpretazione della Legge 108\/1996, la quale si era\u00a0 prefissata lo scopo di delineare la disciplina dell\u2019usura in chiave oggettiva secondo parametri predefiniti, ovvero attraverso la creazione,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[11,17,16],"class_list":["post-683","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-approfondimenti","tag-banche","tag-mutui","tag-usura"],"aioseo_notices":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Mutui usurari | Mutui usurari banca | Mutui<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Mutui usurari La sentenza della Cassazione n.350\/2013, che si \u00e8 pronunciata in materia di usura bancaria. 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